Esperti e Istituzioni a Confronto a Serramanna: il Futuro della Depurazione e del Riuso delle Acque in Sardegna

Un confronto cruciale sulle strategie per la gestione sostenibile della risorsa idrica, alla luce della nuova Direttiva UE e della siccità strutturale dell'isola. Necessari investimenti, tecnologie avanzate e una forte sinergia istituzionale.
seminario depurazione e riuso acque reflue Serramanna 29-06-2025

Si è tenuto lo scorso 29 aprile, presso la sala conferenze del Consorzio CISA a Serramanna, il seminario dal titolo “Il presente e il futuro della depurazione e del riuso delle acque”, organizzato da Confservizi-CISPEL Sardegna in collaborazione con lo stesso CISA e Utilitalia. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione strategica e di confronto tecnico di alto livello, focalizzato sulla gestione della risorsa idrica in un contesto di crescenti sfide climatiche e di una significativa evoluzione normativa europea.

L’importanza dell’iniziativa è stata sottolineata dalla qualificata presenza di rappresentanti istituzionali e dei principali attori del settore idrico regionale e nazionale. Dopo i saluti istituzionali di Alberto Urpi, Consigliere Regionale e Presidente dell’Assemblea CISA, Matteo Luigi Diana, Presidente del Consiglio d’Amministrazione CISA, e Carlo Andrea Arba, Presidente di Confservizi-CISPEL Sardegna, è stata la relazione introduttiva di Mauro Musio, Direttore CISA, a delineare il quadro di riferimento.

Il seminario, come evidenziato dagli interventi che si sono succeduti, ha posto l’accento sulla necessità impellente di ripensare la gestione del ciclo idrico integrato. I cambiamenti climatici, con la loro scia di eventi estremi – dalla siccità prolungata alle alluvioni – impongono un cambio di paradigma, dove il riutilizzo delle acque reflue depurate cessa di essere un’opzione per diventare una componente strutturale e imprescindibile.

Gli Scenari Normativi e le Prospettive per le Aziende di Servizi Pubblici

L’intervento di Tania Tellini, Direttore Settore Acqua di Utilitalia, ha offerto una panoramica dettagliata del contesto nazionale ed europeo. Utilitalia, che con le sue aziende associate serve l’86% della popolazione italiana per il servizio idrico, è in prima linea nell’affrontare le implicazioni della nuova Direttiva Europea sulle acque reflue. Questa direttiva, come spiegato dalla Tellini, imporrà standard di trattamento sempre più stringenti, includendo la rimozione di nutrienti e microinquinanti emergenti attraverso trattamenti terziari e quaternari. Un altro aspetto cruciale sarà il perseguimento della neutralità energetica degli impianti di depurazione e una gestione avanzata dei fanghi. Tali requisiti comporteranno inevitabilmente la necessità di ingenti investimenti da parte delle aziende di gestione, come la nostra associata Abbanoa. È stato inoltre menzionato l’atteso DPR che disciplinerà il riutilizzo delle acque per scopi agricoli, industriali, civili e ambientali, definendo standard qualitativi, necessità infrastrutturali e meccanismi di copertura dei costi, inclusa la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i microinquinanti. Per la Sardegna, queste evoluzioni normative rappresentano direttrici fondamentali per le future strategie di investimento e gestione.

La Peculiarità Sarda: Siccità Strutturale e la Forza delle Infrastrutture

Giuseppe Sardu, Presidente di Abbanoa Spa, ha portato la prospettiva del principale gestore del servizio idrico integrato in Sardegna. È stato ribadito con forza che per la nostra isola la siccità non rappresenta un’emergenza passeggera, bensì una condizione strutturale, esacerbata dai cambiamenti climatici che riducono la disponibilità delle risorse idriche superficiali, da cui la Sardegna dipende in larga misura. Nonostante la robustezza del sistema infrastrutturale sardo, caratterizzato da un importante sistema di invasi e interconnessioni – un vero punto di forza regionale – è imperativo continuare ad investire in efficienza e modernizzazione. L’esempio dell’emergenza idrica nella Nurra è stato citato come monito e stimolo per accelerare sull’adozione di soluzioni innovative come il riuso. Fondamentale, in questo scenario, la collaborazione sinergica tra tutti gli enti coinvolti: Abbanoa, i Consorzi di Bonifica, la Regione Sardegna ed EGAS.

Tecnologie Avanzate e Casi di Eccellenza

L’intervento di Claudio Casale, Responsabile progettazione impianti di IRETI Spa, ha illustrato un caso concreto di impianto di depurazione avanzato, riferito all’area genovese. Sono state presentate tecnologie all’avanguardia come i filtri accelerati e le membrane (MBR), capaci di garantire un’elevata qualità dell’acqua trattata, rendendola idonea al riutilizzo, e di ottimizzare gli spazi impiantistici. Particolare attenzione è stata dedicata alla digestione anaerobica per la produzione di biogas e alla cogenerazione, con l’obiettivo di raggiungere un’autosufficienza energetica fino al 75%. Casale ha inoltre mostrato come l’idrolisi termica possa ottimizzare la gestione dei fanghi, riducendone significativamente i volumi da smaltire. Questi esempi tecnologici sono di grande interesse per la Sardegna, indicando la via per ammodernare gli impianti esistenti, migliorare la qualità degli effluenti, incrementare l’efficienza energetica e favorire concretamente il riuso.

La Voce dell’Agricoltura e la Sfida del Deficit Idrico

Efisio Perra, Presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, ha quantificato il deficit idrico strutturale dell’isola in circa 200 milioni di metri cubi annui, un dato che sottolinea l’urgenza di soluzioni concrete. Perra ha evidenziato il potenziale conflitto tra i diversi usi dell’acqua, con la priorità assegnata al civile rispetto all’agricolo, e ha sostenuto con convinzione che il recupero di questo deficit debba passare prioritariamente attraverso il riutilizzo delle acque reflue e l’efficientamento delle reti, prima di considerare la realizzazione di nuove, grandi opere idrauliche. Sono state inoltre esposte le difficoltà che i Consorzi di Bonifica affrontano quotidianamente, legate all’invecchiamento delle infrastrutture irrigue e agli onerosi costi energetici per il sollevamento dell’acqua. Da qui, l’appello per un supporto e risorse adeguate, menzionando specificamente la necessità di finanziare il progetto di collegamento del depuratore CISA agli impianti consortili di Serramanna, un’iniziativa che Confservizi-CISPEL Sardegna sostiene con forza.

Le Conclusioni di Confservizi-CISPEL Sardegna: Verso un Futuro Sostenibile

Le conclusioni del seminario sono state affidate a Massimo Cortese, Presidente della Commissione Energia Acqua Ambiente e componente della Giunta Esecutiva di Confservizi-CISPEL Sardegna. Cortese ha sapientemente tirato le fila degli interventi, ribadendo l’impatto ormai innegabile dei cambiamenti climatici e la conseguente necessità di un approccio olistico e integrato alla gestione dell’intero ciclo dell’acqua. Il riutilizzo delle acque reflue depurate, ha sottolineato, non è più una mera possibilità, ma una componente essenziale e non più differibile delle strategie idriche. Per raggiungere questo obiettivo, sono cruciali: infrastrutture moderne ed efficienti (sfruttando il patrimonio di invasi e interconnessioni sarde, ma potenziando reti e depuratori), l’adozione di tecnologie innovative, un quadro normativo chiaro e stabile (sia a livello nazionale che europeo), finanziamenti adeguati (attingendo alla tariffa, ai fondi del PNRR e a meccanismi come l’EPR) e, soprattutto, una solida e continuativa collaborazione tra tutti gli attori del sistema. Cortese ha infine posto l’accento sulla necessità di un cambiamento culturale, indispensabile per superare le residue resistenze e promuovere una piena accettazione del riutilizzo delle acque depurate, una risorsa preziosa per il futuro della Sardegna.

Confservizi-CISPEL Sardegna, in qualità di associazione regionale di riferimento per le imprese e gli enti gestori di servizi pubblici locali e come sindacato d’impresa, continuerà a promuovere attivamente il dialogo e la formazione su questi temi cruciali. Il successo di questo seminario conferma l’impegno dell’Associazione nel supportare i propri associati, fornendo loro strumenti e conoscenze per affrontare le sfide future e garantire servizi pubblici efficienti e sostenibili per tutta la comunità sarda.

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